107) Kerenyi. Il mitologema.
Il mitologema  un materiale mitico che viene continuamente
rivisitato, rimodellato e plasmato, come un fiume di immagini
senza fine.
K. Kerenyi, Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia,
traduzione italiana A. Brelich, Boringhieri, Torino, 1983,  pagine
15-17.

 Esiste un materiale particolare che determina l'arte della
mitologia: un'antica massa di materiale tramandata in racconti ben
conosciuti che tuttavia non escludono ogni ulteriore modellamento,
- mitologema  per essa il migliore termine greco, - racconti
intorno a di, esseri divini, lotte di eroi, discese agli inferi.
La mitologia  il movimento di questa materia; qualcosa di solido
e tuttavia mobile, materiale e tuttavia non statico, bens
suscettibile di trasformazioni.
Il paragone pi appropriato - che io devo sempre ripetere per
illustrare quest'aspetto della mitologia -  quello con la musica.
Mitologia in quanto arte e mitologia in quanto materiale sono fuse
in un unico e identico fenomeno, nella stessa maniera in cui lo
sono l'arte del compositore e il suo materiale, il mondo sonoro.
L'opera musicale ci mostra l'artista quale plasmatore e nello
stesso tempo ci fa vedere il mondo sonoro nell'atto di plasmare se
stesso. Nei casi in cui non ci sia in primo piano nessun
modellatore di spirito particolarmente eccezionale, come nelle
grandi mitologie degli Ind, dei Finni e degli Oceaniani, si pu
parlare con ancor maggiore ragione di una siffatta relazione; di
un'arte cio che si manifesta nel plasmare e di un particolare
materiale che si plasma, come di unit inscindibile di un unico e
identico fenomeno.
Il modellamento, nella mitologia,  immaginifico. Scaturisce un
fiume di immagini mitologiche. Uno scaturire che nello stesso
tempo  un esplicarsi: fissato, come i mitologemi sono fissati
nelle sacre tradizioni, esso  una specie di opera d'arte. Vi
possono essere diversi sviluppi dello stesso tema fondamentale,
uno accanto all'altro o uno dopo l'altro, simili alle diverse
variazioni di un tema musicale. Bench, infatti, il flusso stesso
si presenti sempre in immagini, il paragone con le opere musicali
conserva la sua validit. Sempre, intanto, con opere: vale a dire
con qualcosa di obiettivato, qualcosa che  gi diventato oggetto
autonomo che parla da s, qualcosa a cui non si rende giustizia
con interpretazioni e spiegazioni, bens tenendolo presente e
lasciando che pronunci da s il proprio senso.
Nel caso di un mitologema autentico questo senso non  una cosa
che si possa esprimere altrettanto bene e completamente anche in
un linguaggio non mitologico. La mitologia non  soltanto una
maniera d'espressione al cui posto si potrebbe sceglierne
un'altra, pi semplice e pi comprensibile che tutt'al pi non si
sarebbe potuta adottare in quella data epoca perch in quella la
mitologia sarebbe stata l'unica maniera d'espressione conforme ai
tempi. Conforme o meno conforme ai tempi pu essere la mitologia,
esattamente come la musica. Vi sono forse epoche che solo in
musica possono esprimere la loro pi alta idea. Ma quella pi alta
idea , in questo caso, qualcosa che non potrebbe essere espresso
se non, appunto, in musica. Cos  anche per la mitologia. Come la
musica ha anche un aspetto pieno di significato, il quale soddisfa
nello stesso modo in cui una totalit piena di significato pu
soddisfare, cos succede per ogni mitologema autentico. Se tale
significato si traduce cos difficilmente nel linguaggio della
scienza,  appunto perch esso non pu venir espresso
completamente se non in forma mitologica.
Da quest'aspetto immaginifico-significativo-musicale della
mitologia deriva che l'unico giusto modo di comportarsi nei suoi
riguardi  quello di lasciar parlare i mitologemi per se stessi e
prestar loro semplicemente ascolto. La spiegazione deve rimanere
in questo caso sullo stesso piano che occupa la spiegazione di
un'opera musicale o, tutt'al pi, poetica. Che questo richieda un
particolare orecchio, esattamente come occuparsi di musica o di
poesia, s'intende da s. Orecchio significa anche qui un vibrar
insieme, anzi un espandersi insieme. Colui che si spande come una
sorgente, viene conosciuto dalla conoscenza (Rainer Maria Rilke).
Dove  per la sorgente della mitologia? In noi? Soltanto in noi?
Anche al di fuori, o soltanto al di fuori di noi? E' questa
sorgente che va cercata. Ne troveremo pi facilmente la via se
partiremo da un altro aspetto della mitologia, da un suo aspetto
che qui va esaminato pi diffusamente di quanto sia stato nei miei
lavori precedenti.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume V, pagine 129-130.
